Vent’anni di cucina tradizionale tra tagli di carne di tutti i tipi, poi una scelta etica che ha cambiato tutto. Daniele Paradisi è co-fondatore di Van Ver Burger, il food truck vegano di Torino che in sei anni è diventato un punto di riferimento per chi cerca qualcosa di genuinamente diverso e 100% vegetale. Oggi, con un locale fisico aperto da ottobre in pieno centro città, ci racconta il suo percorso.

Come hai iniziato nel mondo della cucina?

Ho cominciato a 14 anni lavorando negli alberghi, partendo proprio da zero. Piano piano ho fatto tutta la gavetta, arrivando a servire 1.200 coperti per ogni servizio a colazione, pranzo e cena. Con quelle quantità, le materie prime arrivavano in pezzature enormi. Mi ritrovavo a lavorare mezzene e quarti di manzo, a fare cioè un vero e proprio lavoro di macelleria. L’ho fatto per 20 anni e a lungo sono stato molto lontano dall’idea di diventare vegano.

Quando è cambiato qualcosa?

Sono diventato vegano attraverso un processo graduale. Tutto è cominciato con la Pasqua e la questione degli agnellini: ho sempre trovato inutile e crudele quel sacrificio di animali così piccoli per una festività. Poi ho cominciato a fare i conti con altre incoerenze, per esempio interrogandomi sul perché mangiare carne di cavallo, un animale che mi è sempre piaciuto, da sempre compagno dell’uomo, come il cane. Poi ho abbandonato anche la carne di coniglio, la cui fisionomia è praticamente identica a quella del gatto. Lavorando in macelleria questi paragoni diventano molto concreti.

La domanda che continuava a tornarmi in mente era: che differenza c’è tra un vitellino e il mio cane? Tutti e due provano paura, sentono. Ho cominciato a immaginare il momento dell’abbattimento e ad un certo punto ho detto a me stesso che non potevo mettere dentro il mio corpo quella roba lì.

Mucche

Come hai gestito la transizione verso l’alimentazione vegetale?

Un animale alla volta, perché a livello sociale non è semplice. Purtroppo spesso sei l’oggetto delle prese in giro della serata ogni volta che esci con gli amici e ordini un burger con le verdure. Sono diventato vegano intorno ai 30-31 anni, ma ho continuato a lavorare in cucina tradizionale fino al 2017. La coesistenza tra etica e lavoro era pesante in quel periodo, ma allo stesso tempo quella tensione è diventata la molla per cercare qualcosa di diverso.

Come è nato Van Ver Burger?

Ho iniziato a lavorare nei weekend al ristorante torinese L’Orto Già Salsamentario (un altro punto di riferimento per la cucina plant-based torinese, ndr) e lì ho conosciuto Pasquale Digiglio, il mio attuale socio, che aveva fatto un percorso quasi identico al mio. Siamo diventati amici facendo esperimenti culinari nelle pause: un giorno ho preparato un burger con i funghi shiitake, una cosa nuova anche per me, perché nella cucina tradizionale praticamente non esistevano, ed è piaciuto così tanto al personale che me lo richiedevano di continuo. Poi Pasquale ha detto: “Perché non facciamo qualcosa per noi?”. L’età e l’esperienza c’erano, così è nata l’idea di Van Ver Burger.

Sei anni di food truck e oggi il negozio in centro città, com’è successo?

La cosa vincente è stata portare lo street food in luoghi belli da vivere come il Parco del Valentino, Piazza d’Armi, il Lungo Dora. Per un pranzo all’aperto e nel verde la gente si porta il telo, fa il picnic, vengono i bambini, i cani, le biciclette. E si crea un’esperienza conviviale che ha permesso di portare in un panino ricette inventate da zero, con ingredienti spesso a chilometro zero. Aggiorniamo il menu tre o quattro volte all’anno seguendo il più possibile la stagionalità, con almeno un panino nuovo ogni volta.

La gente era ed è curiosa, molti sono rimasti piacevolmente sorpresi da dove sono arrivate le alternative vegetali oggi, tanti rimangono stupiti quando scoprono che nei nostri panini non c’è carne. Abbiamo girato molte fiere per anni e a ottobre scorso ce l’abbiamo fatta con quello che era il nostro sogno fin dal principio: abbiamo aperto un localino piccolo, ma centralissimo.

Se le cose continuano ad andare bene come stanno andando, ci piacerebbe replicare con un secondo locale, chissà dove. Ma intanto godiamoci questo.

Dopo una prima collaborazione a gennaio 2026, Van Veg Burger ha scelto di sostenere ancora una volta il nostro lavoro dedicandoci un nuovo e gustoso panino: dal 25 settembre, per ogni panino venduto verranno devoluti 5€ ad Animal Equality, a sostegno delle nostre campagne in difesa degli animali allevati a scopo alimentare.

Il panino sarà disponibile nel food truck di Van Ver Burger a Torino, assicurati di non perdertelo seguendolo sui social.